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SONO MAGGIORENNE ESCI
Lui & Lei

Sauna


di DannyeSandy
18.02.2026    |    3.276    |    10 9.8
"Ripeté il tragitto tre o quattro volte anche con i polpastrelli, avanti e indietro, assaporando una pelle leggermente sudata ma liscia e soavemente morbida, mentre sentiva che il movimento lento..."
Si affacciò alla finestrella e guardò dentro.
Vide che nella sauna, sul lato di fronte, c’erano almeno tre persone, tutti uomini. Non riusciva a vedere le panche di lato, ma non gli sembrava tanto bello rimanere lì fuori sulla porta a guardare dentro, quasi a voler vedere chi c’era prima di entrare. Sarebbe potuto sembrare un po’… giudicante, no? E poi, tanto, aveva già deciso di entrare…
Si levò gli occhiali da vista, li piegò con cura e li appoggiò sul portaocchiali vicino alla porta. Poi si tolse l’accappatoio, appendendolo ad uno dei ganci di legno sulla parete e si sfilò le ciabatte, allineandole con cura proprio sotto all’accappatoio. Era il modo più sicuro per ritrovarlo, una volta uscito dalla sauna senza occhiali. Spinse la porta ed entrò in sauna. Mentre la tipica vampata di calore lo accoglieva aggredendolo, si guardò intorno per cercare dove sedersi. Non che la sua miopia gli consentisse chissà che esame oltre i 15 centimetri dal suo naso, ma almeno vedere i posti liberi e distinguere gli uomini dalle donne… beh, vivaddio, quello sì.
La sauna era bella, probabilmente abbastanza nuova, spaziosa e sufficientemente illuminata. Tutta ovviamente in legno, era quadrata e con tre file di gradini su cui sistemarsi. Si accorse subito che su uno dei lati che da fuori non aveva visto, a fianco della porta, c’era l’unica donna presente, che a primo e miope impatto giudicò come “carina”. Era distesa supina sul terzo gradino, con un bikini nero con reggiseno a triangolo e slip con i laccetti laterali. Sul lato di fronte stava uno dei tre uomini che aveva già individuato, disteso sul suo telo sul secondo gradino, mentre gli altri due erano seduti nel lato di fronte alla porta. Uno di questi due indossava un costume mentre gli altri due erano nudi, come lui. Lui, infatti, si definiva “un purista” ed il costume, in sauna, non lo concepiva proprio. La sua dotazione, quando si concedeva dei momenti di relax in un centro benessere, era fatta solo da un asciugamano, “come fanno tutti, in Austria, senza falsi pudori”. E il corpo doveva essere tutto sopra l’asciugamano, piedi inclusi.
Decise che il posto migliore dove mettersi era vicino alla ragazza. Gli consentiva di stare sul secondo gradino, ad una temperatura intermedia, e di essere vicino alla porta, così da beneficiare di alcune benevole correnti di aria esterna in occasione di entrate o uscite. E poi, certo, era vicino alla ragazza che, anche se in costume (orrore…), era pur sempre l’unica presente ed era di sicuro la presenza più gradevole. Si levò l’asciugamano e lo distese sulla panca, poi si sdraiò sullo scalino sotto quello dove era distesa la ragazza, rivolto in direzione opposta alla sua, piedi contro testa. Si sistemò e abbandonò il suo corpo nudo alle piacevoli sensazioni di calore.
Uno degli uomini si alzò ed usci. Girò leggermente la testa giusto per constatare che era quello seduto senza costume. La temperatura interna era perfetta, ignorava esattamente quanti gradi fossero, di sicuro non pochi, ma si stava davvero bene. Ad ogni respiro l’aria gli riscaldava le narici ed ogni tanto respirava con la bocca per alleviare le sensazioni di bruciore. Si stava davvero rilassando. Girò leggermente la testa e scrutò la ragazza distesa sul gradino soprastante, a pochi centimetri da lui.
Sembrava dormire, con una mano piegata ed appoggiata sul ventre, o almeno non si muoveva. Posò lo sguardo sulla curva del seno che si intravedeva lateralmente dal reggiseno. Un particolare che, in effetti, lo aveva sempre attizzato, in effetti. A dire il vero tutto il profilo del corpo femminile lo aveva sempre attizzato: il profilo dei seni, la rientranza della vita, la curva dei fianchi, la discesa vertiginosa della gamba.
La ragazza mosse una gamba. “Non dormiva” dedusse, e chiuse rapidamente gli occhi per evitare un imbarazzante presa in flagrante. Sentì la porta che si aprì ed una piacevole corrente fresca lo sollevò per un secondo. La porta si richiuse subito lasciando che il caldo riavvolgesse i corpi dei presenti. Riaprì gli occhi e girò la testa, ma non vide nessuno di nuovo: evidentemente qualcuno aveva messo dentro la testa e deciso che c’era troppa gente o troppo caldo per i suoi gusti. O forse tutti e due.
Rimpianse per un attimo la corrente fresca ed in quella, quasi ad esaudirlo, l’uomo con il costume si alzò ed uscì, gratificandolo di un altro refolo di sollievo.
L’asciugamano stava cessando la sua funzione di cuscinetto, e la panca di legno iniziava a scottare piacevolmente sul corpo. Si riassestò un attimo, abbandonandosi al caldo che lo cullava e gli invadeva le vie respiratorie. Girò lo sguardo e tornò a scrutare la ragazza distesa proprio sopra di lui.
Non le vedeva il volto - e d’altronde difficilmente sarebbe comunque riuscito a metterlo a fuoco senza occhiali -, quindi continuò a scorrere con lo sguardo sul profilo del fianco, con il laccetto impertinente del costume che attirava la sua attenzione. La visualizzò per un attimo al mare, mentre usciva dall’acqua con quel costume addosso e il corpo bagnato, le gocce che le scorrevano addosso… L’immagine gli provocò un leggero moto di eccitazione, tanto che il pene gli si scosse leggermente.
Improvvisamente realizzò che, allo stesso modo in cui lui guardava lei, anche lei avrebbe potuto guardare lui. E la visuale di lei sarebbe stata anche migliore: dall’alto, la panoramica del suo corpo - peraltro nudo - era sicuramente più completa di quella che aveva lui dal basso. Il pensiero, che fino a lì non aveva considerato, non fece altro che accentuare la sua eccitazione. Che iniziò a cercare di controllare perché, insomma, non era certo quello il posto…
Anche l’uomo nudo che stava di fronte a loro decise che il suo tempo in sauna era finito. Si alzò, raccolse l’asciugamano, salutò ed uscì, gratificandolo del solito sollievo d’aria fresca. Chiuse gli occhi e represse il pensiero che erano soli, non voleva rischiare di eccitarsi ancora di più e fare la figura del maniaco, non lì, non in sauna, non davanti ad una ragazza che non conosceva e a chiunque potesse entrare in quel momento, non…
Successe all’improvviso, così improvvisamente che quasi gli si bloccò il respiro. Il braccio della ragazza, che prima era piegato sul ventre, era improvvisamente caduto, come se lei si fosse addormentata di colpo. Ed ora penzolava giù dal gradino, e la mano di lei era finita ad appoggiarsi proprio sul corpo che giaceva sul gradino sottostante, giusto sopra l’ombelico.
Era stato talmente inatteso che non seppe come reagire. Il primo impulso, immediato, fu quello di scostarsi, alzarsi, spostare il braccio, interrompere il contatto in qualche modo, ma non lo fece. Non spostò la mano che gli era caduta addosso e che ora era lì, appoggiata sul suo ventre, e che gli acuiva il senso di calore sulla pelle che già la sauna gli dava. Ma che, allo stesso tempo, gli stava dando la sensazione unica di essere toccato da una sconosciuta mano femminile. Il suo pene iniziava a reagire incontrollato alla nuova situazione, alla mano vicinissima e ai pensieri che gli affollavano la mente.
“Si è addormentata” pensò. Non c’era altra possibilità, se lei si fosse resa conto del contatto avrebbe sicuramente rialzato il braccio. Pensò di spostarle la mano, ma se lo avesse fatto l’avrebbe svegliata, ma d’altro canto se lei si fosse svegliata da sé, come avrebbe reagito vedendo la sua mano sul corpo nudo di uno sconosciuto? Non bene, probabilmente…
“E se fosse sveglia?” Una nuova sensazione di eccitazione lo invase, mentre la sua mente iniziava a dipingere una fantasmagorica avventura sessuale in sauna con una bella sconosciuta. Sesso selvaggio, corpi sudati, momenti caldi, molto caldi, e non solo per la passione... Si stava davvero eccitando al pensiero, e cercò, come prima, di reprimersi: in quel momento l’erezione che ormai si stava avviando non gli sembrava una buona idea. Tornò a considerare l’ipotesi che la ragazza fosse davvero addormentata, quando la mano che aveva sul ventre si mosse.
La mano si girò, ed i polpastrelli di lei vennero a contatto con la sua pelle. Fu come se una scossa elettrica si fosse propagata in tutto il suo corpo. Delicatamente, le dita iniziarono ad esplorargli il ventre, allargandosi e giocando con l’ombelico. Disegnavano forme circolari, vagavano senza una meta precisa, quasi beandosi del contatto con una pelle diversa, calda e ormai sudata, e godendo delle sensazioni date dal contatto. Era una carezza lieve ma sensualissima, accentuata dalla poca distanza che separava le dita dal suo organo sessuale, ormai inesorabilmente gonfiato.
Non sapeva più cosa pensare. Era stato completamente spiazzato dagli eventi, ed ogni tentativo di controllare l’erezione era ormai inutile: il suo membro aveva assunto il controllo. Il suo sguardo saltava dalla mano che giocava su di lui alla pelle del braccio che la stava guidando e al profilo del corpo della ragazza. Gli sembrò di vedere un capezzolo inturgidito sotto il reggiseno, ma forse era solo un effetto dato dalla cucitura del tessuto. Pensò a come facesse a sopportare il costume sulla pelle con quel caldo, pensò a come avrebbe potuto essere il suo seno sotto, pensò al caldo. E alla fine pensò che, al diavolo, “a questo punto voglio giocare anch’io”. Alzò lentamente verso l’alto il braccio vicino al gradino e con la mano afferrò il laccetto dello slip della ragazza che sporgeva dal bordo soprastante. Lo sentì caldo. Trasse un respiro profondo e tirò lo spago con studiata lentezza.
Il nodo si sciolse senza resistenza e i due spaghi si separarono, cadendo inerti verso il basso. Quello superiore attraversava solitario il fianco della ragazza, mentre quello inferiore, ormai privato di qualsiasi aggancio verso l’alto, aveva abbandonato il fianco nudo e penzolava ormai inutile dal gradino. Dopo qualche secondo, vide lo spago superiore scorrere verso l’alto fino a sparire: la ragazza si era scostata il costume di lato e, probabilmente, aveva ora il sesso scoperto.
L’uomo deglutì. Il profilo del fianco della ragazza era ora completamente visibile. Quel particolare che tanto lo eccitava, che sempre rendeva esplicita l’assenza dello slip, ora era lì, a pochi centimetri dai suoi occhi. Non ebbe neanche il tempo di godersi la visione, quando vide la mano della ragazza scorrere verso il basso ed afferrare la sua asta ormai quasi completamente eretta.
Il calore della mano di lei sul suo membro fu accentuato dal caldo della sauna, e la sensazione di leggero dolore lo fece sobbalzare. La mano iniziò un movimento lento, delicato, quasi avesse intuito la sensibilità del sesso di lui in quel frangente. Lui socchiuse gli occhi e per un attimo si abbandonò alle sensazioni. Poi li riaprì e, facendosi più audace, tornò ad alzare il braccio e iniziò ad accarezzare con l’esterno delle dita il profilo della ragazza, partendo dal fianco e poi su, fin dove arrivava, giungendo a sfiorare il bordo dei seni e poi giù di nuovo.
Ripeté il tragitto tre o quattro volte anche con i polpastrelli, avanti e indietro, assaporando una pelle leggermente sudata ma liscia e soavemente morbida, mentre sentiva che il movimento lento della ragazza sul suo sesso stava iniziando a produrre effetti. Si fermò sul fianco, appoggiò il palmo sull’osso del bacino e alzando ancora di più il braccio iniziò l'avanzata verso il centro.
Accarezzò dolcemente l’inguine caldo, passando i polpastrelli sulla pelle liscia della ragazza e avanzando piano verso il centro. Si concentrò sulle sensazioni che gli dava il tocco di quella zona perfettamente depilata. Per un attimo lo sfiorò il pensiero che avrebbe potuto entrare qualcuno e che ciò avrebbe segnato la fine della sua permanenza come socio di quel centro benessere ma, accidenti, si vive una volta sola. Si allungò un po’ di più e incontrò un ostacolo imprevisto: la mano della ragazza era posata sul suo sesso e si stava masturbando.
Il respiro gli si bloccò per un attimo e il suo pene ebbe un sobbalzo, stretto dall’altra mano che, in risposta, accelerò il movimento su di esso. Proteso al massimo, iniziò a giocare con le dita della mano della ragazza mentre questa, come incoraggiata dal nuovo contatto, intensificava i movimenti sul sesso. Provò a farsi spazio fra le dita di lei, giungendo a toccare il clitoride già duro e bagnato. Il nuovo tocco strappò un leggero gemito alla ragazza, che strinse ancora di più la presa sul bastone di carne che impugnava.
Il caldo amplificava la presa della mano di lei sul suo membro e la sensazione di leggero dolore lo fece sobbalzare. Continuò a muovere le dita sul clitoride turgido, mentre le dita bagnate di lei continuavano a giocare, prelevando i succhi da sotto per portarli sulle dita di lui. Avrebbe voluto penetrarla, ma non ci arrivava e per nulla al mondo avrebbe cambiato posizione in quel momento, a costo di avere un crampo. Quel gioco di dita, la mano che lo stava masturbando e il sentire lei depilata e bagnata lo stavano facendo impazzire.
Chiuse gli occhi mentre sentiva la mano accelerare i movimenti sul suo membro. L’eccitazione estrema lo aveva portato rapidamente quasi al limite, e con le dita cercò di accelerare il godimento della ragazza. Anche lei doveva essere nella stessa situazione, perché la sua mano si muoveva sempre più velocemente e sentiva il suo respiro farsi affannoso. Sentiva l’orgasmo che montava e si concentrò sul sesso di lei, per dare anche alla ragazza il piacere che lui stava per raggiungere.
Esplose con schizzi caldi che lo colpirono sul petto e sul ventre, imbrattando poi la mano di lei. Non smise di stimolarla, e dopo qualche secondo la sentì stringere le gambe attorno alla sua mano e vide il suo corpo prorompere in un orgasmo intenso, fino a quando, esausta, tornò a rilassarsi, distesa, nella stessa posizione in cui l’aveva ammirata di nascosto fino a pochi minuti fa.
La ragazza si ripulì in qualche modo la mano passandogliela sul ventre, poi la ritrasse. Lui fece lo stesso, richiuse gli occhi e si rilassò. Ommamma, cosa era successo… La sensazione che lo sperma gli dava a contatto con la pelle riscaldata dalla sauna era strana ma piacevole. Pensò che sarebbe stato meglio pulirsi: aveva avuto fortuna che nessuno fosse entrato fin lì, hai visto mai che lo beccassero ora.
Disteso sulla panca ad occhi ancora chiusi sentì lo scricchiolio del legno della sauna e pensò che anche lei si stesse ricomponendo. Improvvisamente sentì due labbra appoggiarsi rapide e lievi sulle sue, e non ebbe nemmeno il tempo di aprire gli occhi e rendersi conto che sentì l’inequivocabile refolo fresco arrivare dalla porta. La vide uscire di spalle, reggendosi l’asciugamano avvolto sui fianchi a coprire il costume slacciato. Riuscì a intravvedere il suo profilo e i suoi lunghi capelli sciolti mentre la porta si chiudeva.
Riappoggiò la testa sulla panca. Guardando il soffitto, inspirò profondamente e la sensazione di caldo acuto nel naso lo fece tossire. Si mise a sedere lentamente, prese il fondo dell’ampio asciugamano e si pulì. Rimase così, raggomitolato sul gradino, le ginocchia al petto, a cercare di elaborare quello che era appena successo. Dopo qualche secondo, un soffio di aria fresca annunciò l’ingresso di un’altra persona. La salutò, si alzò, si cinse l’asciugamano alla vita ed uscì dalla sauna, sorridendo.
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